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MAR

Bolle di sapone: non solo un gioco!

Quello che da secoli è uno fra i passatempi ludici tipici dell’infanzia, con cui tutti noi ci siamo cimentati e intrattenuti almeno una volta, è stato, in realtà, sotto l’attenzione nientemeno che degli scienziati!

Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, il fisico belga Joseph Plateau (1801-1883) iniziò a portare avanti degli esperimenti sulle lamine di acqua saponata.
Lo scienziato individuò proprio nelle lamine e nelle Bolle di Sapone gli strumenti più efficaci per lo studio delle “superfici minime” in virtù delle caratteristiche fisico-chimiche di questa sostanza.
Forse il fisico ottocentesco guardava a quei fluidi mutevoli e profumati con lo stesso sguardo incuriosito e indagatore col quale, ancora oggi, un bambino osserva e studia le soluzioni di forme e colori sempre inedite che riesce a creare giocando con le Bolle di Sapone.
Non va dimenticato, infatti, che la predisposizione dello scienziato è vicina a quella dell’artista, che sperimenta soluzioni sempre nuove sotto l’ispirazione di ciò che lo circonda, e che l’atteggiamento di quest’ultimo non differisce troppo da quello di chi, come un bambino, osserva i fenomeni per la prima volta, con stupore e senza pregiudizio.


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