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OTT

Watercube

Centro acquatico nazionale di Pechino

Lo studio del ruolo delle bolle di sapone in architettura ha avuto inizio negli anni ‘60 all’università di Stoccarda grazie alla guida dell’archietto Frei Otto, che intuì le potenzialità delle delle proprietà strutturali della bolla o lamina di sapone e la possibilità di applicarne di il modello in campo architettonico.
A queste prime indagini ha fatto seguito la realizzazione di edifici quali lo stadio di Monaco di Baviera la cui copertura fu realizzata proprio da Otto.
In tempi più recenti, il vero trionfo architettonico delle Bolle di Sapone è avvenuto con la realizzazione del Watercube, la piscina olimpica di Pechino realizzata nel 2008 sul progetto di Ch. Bosse, J. Bilmon e M. Butler. Non si tratta, in questo caso, esclusivamente dell’applicazione di un modello matematico (le lamine d’acqua) all’architettura, ma della realizzata coesione fra architettura e ambiente umano nel rispetto di alti e diversificati livelli di funzionalità e suggestione: il Watercube non è solo una piscina olimpica, è un surreale centro acquatico che ricrea un’atmosfera subacquea attraverso le forme, le luci e i colori, tutti veicolati da… Le Bolle di Sapone!


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